Imperial

Imperial

Lo chef impiatta una sontuosa pietanza: IMPERIAL

 

Giocatori: 2 – 6

Difficoltà: difficile

Durata: gioco lungo (30-35 min./giocatore)

Meccaniche: gestione titoli – controllo territorio

 

Un titolo molto rivoluzionario questo, che spopola tra i gamers, sia per la sua profondità strategica, sia per l’altissima interazione, sancita persino dalle regole, che permettono alleanze tra i giocatori ma assolutamente non vincolanti (vale a dire che non si è tenuti a mantenere la parola data). Questo titolo dimostra come sia possibile prendere una meccanica a dir poco classica e stravolgerla semplicemente cambiando il punto di vista dalla quale la si osserva. Vedendo la mappa di gioco, che rappresenta l’Europa suddivisa nelle nazioni esistente all’inizio del primo conflitto mondiale, si sarebbe portati a credere che si tratti di una versione più complessa del classico Risiko! vista la presenza di territori suddivisi, unità armate di terra e di mare, e alcuni territori “neutrali” in attesa di essere conquistati. L’impressione però si rivelerà sin da subito sbagliata, in quanto il gioco non ci mette nei panni di generali a comando delle armate, bensì in quelli di ricchi investitori. Talmente ricchi da manipolare intere nazioni (a dimostrazione del fatto che per fare la guerra ci vogliono molti soldi) e talmente avidi da tenere d’occhio solo il proprio tornaconto. Investendo in una nazione, infatti, acquisiremo dei titoli che ci permetteranno di controllarla, e ne arricchiremo le casse, permettendogli di comprare nuove armate, e di espandere il proprio dominio. Al momento della tassazione, il popolo verrà privato di parte dei propri guadagni che ri-confluiranno nelle casse statali. Ed è da quelle che noi attingeremo, quando decideremo di pagare i dividendi agli azionisti, per rimpinguare il nostro personale portafoglio. Se una nazione si esaurirà, oppure uscirà schiacciata dalle altre superpotenze poco importa, bisognerà solo investire in un altra e più florida potenza belligerante, per ottenere dividendi molto maggiori. Il gioco viaggia quindi su due livelli, quello “terreno” della guerra e della conquista, e quello economico, dove dovremo tenere d’occhio solo il nostro benessere finanziario. Tutto questo attraverso l’utilizzo di una rondella di azioni che ci permette di decidere cosa far fare alle nazioni controllate con alcune restrizioni di posizione che pagando (ovviamente di tasca nostra) possono essere ignorate. L’estrema interazione data dalla possibilità di sottrarre agli altri il controllo di una potenza, magari proprio nel momento di maggior profitto, oppure convincendo un altro giocatore, a parole, che una mossa per lui conveniente non lo sia affatto rendono questo gioco davvero appagante, sopratutto per gli amanti della strategia pura e dura, con il retrogusto un po’ amaro che si ha nell’essere coscienti di attuare un piano di sfruttamento delle risorse impietoso nei confronti di quella che siamo spesso portati a considerare come  la “nostra” nazione, ma che nostra non lo è affatto.

 

Siete abbastanza spietati da decidere le sorti del mondo moderno a colpi di titoli azionari e banconote? Venite in Tana ogni martedì a provare  questo e molte altri titoli, e seguiteci su Facebook per conoscere tutti i nostri eventi.

 

 by MoMarOne

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